Dal 1° gennaio 2026 entra in vigore la riforma della previdenza complementare prevista dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), con importanti cambiamenti per lavoratori e imprese, l’operatività scatterà dal 1° luglio 2026.
La riforma punta a rafforzare il secondo pilastro previdenziale, incentivando adesioni e trasparenza, in un contesto di sostenibilità del sistema pensionistico.
Tra le novità principali spicca l’adesione automatica ai fondi pensione
Sul fronte fiscale, oltre all’introduzione dei nuovi scaglioni IRPEF 23%, 33% e 43% con riduzione di due punti nella seconda aliquota, sale il limite di deducibilità dei contributi a 5.300 euro annui.
La quota di capitale riscattabile al pensionamento aumenta dal 50% al 60%.
Viene introdotta maggiore flessibilità nelle prestazioni, con possibilità di rendite a durata definita e prelievi frazionati.
Per le aziende, cambiano le regole sul versamento del TFR al Fondo Tesoreria INPS: dal 2026 l’obbligo scatta per chi supera i 60 dipendenti, con soglie progressive fino a 40 dal 2032.
Sul piano degli investimenti, debutta il modello life-cycle, che calibra il rischio in base all’età dell’aderente.